Lo schiaffo di Anagni

Schiaffo Anagni

Anagni e il suo “schiaffo”

Anagni, l’antica “Anagnia” capitale della Confederazione degli Ernici, si erge su di una collina tra i monti Ernici e la Valle del Sacco.
La leggenda la annovera tra le cinque città della Ciociaria fondate da dio Saturno. Sottomessa dai Romani nel 306 a.C., divenne prefettura e poi municipio.
Fu teatro delle lotte tra i Colonna, il re di Francia Filippo il Bello e papa Bonifacio Vlll, che qui venne fatto prigioniero e avvenne il celebre episodio dello “schiaffo di Anagni”.

Lo schiaffo di Anagni – talvolta citato anche come oltraggio di Anagni – è un episodio occorso nella cittadina laziale il 7 settembre 1303. Si tratta in vero non tanto di uno schiaffo materialmente dato, quanto piuttosto di uno schiaffo morale, anche se la leggenda attribuisce a Sciarra Colonna l’atto di schiaffeggiare il pontefice Bonifacio VIII.

Il re di Francia Filippo IV il Bello inviò i suoi emissari Guglielmo di Nogaret,il consigliere del re di Francia, e Giacomo Colonna (detto Sciarra) dal Papa, a capo di alcuni soldati, per intimargli di ritirare la bolla pontificia Super Petri Solio, che conteneva la scomunica per il re francese.
Durante la notte, probabilmente con l’aiuto del Podestà dell’epoca, i soldati entrarono ad Anagni, passando tranquillamente per una delle porte della città, e la occuparono. Il pontefice fu rinchiuso nel palazzo di famiglia (oggi Palazzo Bonifacio VIII). Qui Guglielmo di Nogaret e il Colonna cercarono di costringere il pontefice, oltreché ritirare la bolla, ad abdicare. Tuttavia sembra che dopo due giorni di prigione Bonifacio VIII sia stato liberato dagli Anagnini. In ogni caso la sua morte, un solo mese dopo questo evento, darà il via libera al controllo della Francia sul papato e al trasferimento della sede papale ad Avignone.

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